CAI Montevecchia: 50 anni di passione per la montagna
Cinquant’anni di passione per la montagna. Il CAI Montevecchia celebra il mezzo secolo
Un traguardo importante, una storia ricca di emozioni e un futuro che continua a guardare verso le cime più alte. Domenica 16 marzo, la sezione CAI di Montevecchia ha celebrato i suoi 50 anni con un pranzo sociale che ha visto la partecipazione di numerosi soci ed ex presidenti. Un’occasione non solo per festeggiare insieme, ma anche per rendere omaggio a coloro che hanno dedicato tempo ed energie alla crescita dell’associazione.

Durante l’evento, sono stati premiati i soci 25ennali e 50ennali, simboli di una passione che non conosce età. La celebrazione è stata anche l’occasione per annunciare un’iniziativa speciale: la realizzazione di un libro che ripercorrerà la storia della sezione, attraverso racconti, fotografie e testimonianze. Un viaggio nel tempo che renderà onore ai primi passi mossi da un gruppo di appassionati, fino alle numerose attività che ancora oggi coinvolgono la comunità.
La nascita del CAI Montevecchia affonda le sue radici nella determinazione e nell’entusiasmo di un gruppo di appassionati di montagna. Era il 4 dicembre 1974 quando 108 sostenitori, guidati da Luigi Brivio, inviarono al Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano la richiesta ufficiale per la costituzione di una sezione autonoma a Montevecchia, allora in provincia di Como.

Nella lettera, i promotori sottolineavano l’importanza di offrire alla comunità locale, e in particolare ai giovani, un punto di riferimento per la pratica delle attività alpine. Pur essendo vicina a Merate solo in termini geografici, Montevecchia soffriva della mancanza di collegamenti di trasporto diretti, rendendo difficile la partecipazione alle iniziative della sezione meratese. Inoltre, la nascita di una nuova sezione avrebbe permesso di coinvolgere anche i residenti di comuni limitrofi come Missaglia, Lomagna, Osnago, e Viganò, dove l’interesse per la montagna era particolarmente vivo.
La passione condivisa portò anche a trovare rapidamente una sede per la neonata sezione, grazie alla generosità di uno dei soci promotori. Con questi solidi presupposti, l’11 marzo 1975, il Consiglio Centrale del CAI approvò ufficialmente la costituzione della Sezione di Montevecchia, come confermato nella lettera inviata dal segretario centrale, Ferrante Massa. Da quel momento, la piccola comunità di appassionati della montagna iniziò il suo percorso, crescendo anno dopo anno.

Il primo presidente della sezione fu Luigi Brivio, che guidò l’associazione fino al 1986, contribuendo a costruire una realtà solida e inclusiva. Durante la sua presidenza, nel 1981, il CAI Montevecchia aderì alla Scuola Intersezionale di Alpinismo “Valle del Seveso”, offrendo ai soci la possibilità di approfondire le tecniche alpine in un contesto formativo strutturato.
Con il passare degli anni, anche i successivi presidenti, Moreno Sironi, Mario Brambilla, Angelo Lavelli, Luciano Maggioni e Massimo Conti, hanno lasciato un segno significativo. Ad esempio, sotto la guida di Brambilla, a metà degli anni ‘90, nacque l’iniziativa dell’alpinismo giovanile, un progetto che ancora oggi coinvolge bambini e ragazzi in un percorso di crescita all’insegna della montagna. Un’esperienza che non solo insegna la tecnica, ma promuove valori fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e il rispetto per la natura. L’attuale presidente, Andrea Spada, prosegue con passione questa tradizione, affiancato da un consiglio direttivo dinamico e da istruttori qualificati.
Per celebrare degnamente i suoi 50 anni, il CAI Montevecchia ha lanciato l’iniziativa “50 Cime… per continuare a sognare in grande!”. I soci sono invitati a portare il logo speciale dell’anniversario su cinquanta vette diverse, ritirando una bandiera commemorativa presso la sede. Ogni scalata sarà immortalata con una fotografia che, una volta riconsegnata la bandiera, contribuirà a creare un grande mosaico digitale pubblicato sul sito ufficiale della sezione.

"Abbiamo pensato a questo progetto come a un modo per unire maggiormente la comunità e dare voce alle esperienze personali di ogni nostro socio" ha spiegato il presidente Spada. "Ogni vetta raggiunta rappresenterà non solo un traguardo personale, ma anche un tassello della nostra storia collettiva".
Con cinquant’anni di escursioni, corsi di formazione e attività di volontariato, il CAI Montevecchia celebra non solo il proprio passato, ma anche la voglia di continuare a esplorare e condividere l’amore per la montagna. E mentre le bandiere sventoleranno sulle vette scelte dai soci, il senso di appartenenza e la passione per l’alpinismo continueranno a scrivere nuove pagine della storia della sezione.
Un traguardo importante, una storia ricca di emozioni e un futuro che continua a guardare verso le cime più alte. Domenica 16 marzo, la sezione CAI di Montevecchia ha celebrato i suoi 50 anni con un pranzo sociale che ha visto la partecipazione di numerosi soci ed ex presidenti. Un’occasione non solo per festeggiare insieme, ma anche per rendere omaggio a coloro che hanno dedicato tempo ed energie alla crescita dell’associazione.

Durante l’evento, sono stati premiati i soci 25ennali e 50ennali, simboli di una passione che non conosce età. La celebrazione è stata anche l’occasione per annunciare un’iniziativa speciale: la realizzazione di un libro che ripercorrerà la storia della sezione, attraverso racconti, fotografie e testimonianze. Un viaggio nel tempo che renderà onore ai primi passi mossi da un gruppo di appassionati, fino alle numerose attività che ancora oggi coinvolgono la comunità.
La nascita del CAI Montevecchia affonda le sue radici nella determinazione e nell’entusiasmo di un gruppo di appassionati di montagna. Era il 4 dicembre 1974 quando 108 sostenitori, guidati da Luigi Brivio, inviarono al Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano la richiesta ufficiale per la costituzione di una sezione autonoma a Montevecchia, allora in provincia di Como.

Nella lettera, i promotori sottolineavano l’importanza di offrire alla comunità locale, e in particolare ai giovani, un punto di riferimento per la pratica delle attività alpine. Pur essendo vicina a Merate solo in termini geografici, Montevecchia soffriva della mancanza di collegamenti di trasporto diretti, rendendo difficile la partecipazione alle iniziative della sezione meratese. Inoltre, la nascita di una nuova sezione avrebbe permesso di coinvolgere anche i residenti di comuni limitrofi come Missaglia, Lomagna, Osnago, e Viganò, dove l’interesse per la montagna era particolarmente vivo.
La passione condivisa portò anche a trovare rapidamente una sede per la neonata sezione, grazie alla generosità di uno dei soci promotori. Con questi solidi presupposti, l’11 marzo 1975, il Consiglio Centrale del CAI approvò ufficialmente la costituzione della Sezione di Montevecchia, come confermato nella lettera inviata dal segretario centrale, Ferrante Massa. Da quel momento, la piccola comunità di appassionati della montagna iniziò il suo percorso, crescendo anno dopo anno.

Il primo presidente della sezione fu Luigi Brivio, che guidò l’associazione fino al 1986, contribuendo a costruire una realtà solida e inclusiva. Durante la sua presidenza, nel 1981, il CAI Montevecchia aderì alla Scuola Intersezionale di Alpinismo “Valle del Seveso”, offrendo ai soci la possibilità di approfondire le tecniche alpine in un contesto formativo strutturato.
Con il passare degli anni, anche i successivi presidenti, Moreno Sironi, Mario Brambilla, Angelo Lavelli, Luciano Maggioni e Massimo Conti, hanno lasciato un segno significativo. Ad esempio, sotto la guida di Brambilla, a metà degli anni ‘90, nacque l’iniziativa dell’alpinismo giovanile, un progetto che ancora oggi coinvolge bambini e ragazzi in un percorso di crescita all’insegna della montagna. Un’esperienza che non solo insegna la tecnica, ma promuove valori fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e il rispetto per la natura. L’attuale presidente, Andrea Spada, prosegue con passione questa tradizione, affiancato da un consiglio direttivo dinamico e da istruttori qualificati.
Per celebrare degnamente i suoi 50 anni, il CAI Montevecchia ha lanciato l’iniziativa “50 Cime… per continuare a sognare in grande!”. I soci sono invitati a portare il logo speciale dell’anniversario su cinquanta vette diverse, ritirando una bandiera commemorativa presso la sede. Ogni scalata sarà immortalata con una fotografia che, una volta riconsegnata la bandiera, contribuirà a creare un grande mosaico digitale pubblicato sul sito ufficiale della sezione.

"Abbiamo pensato a questo progetto come a un modo per unire maggiormente la comunità e dare voce alle esperienze personali di ogni nostro socio" ha spiegato il presidente Spada. "Ogni vetta raggiunta rappresenterà non solo un traguardo personale, ma anche un tassello della nostra storia collettiva".
Con cinquant’anni di escursioni, corsi di formazione e attività di volontariato, il CAI Montevecchia celebra non solo il proprio passato, ma anche la voglia di continuare a esplorare e condividere l’amore per la montagna. E mentre le bandiere sventoleranno sulle vette scelte dai soci, il senso di appartenenza e la passione per l’alpinismo continueranno a scrivere nuove pagine della storia della sezione.
M.Pen.