No Emilio, lei fa torto anche alla sciura pina

Trattenersi e stare per un po' zitto è quello che consiglierebbe una certa vulgata che vorrebbe riferirsi all'uso del cosiddetto “buon senso” nell'esercizio di un pacato confronto d'idee. 
Niente però di più infondato quando ci sono in gioco valori che rischiano di essere contrabbandati come realistici rispetto ad altri scanzonati come utopici.
Quello che l'ineffabile sig. Emilio (Emilio chi?) sembra ammantare di realistico buon senso – comprensivo anche del Margelletti pensiero e relative opinabilissime“ dottrine” - nel considerare quella che si definisce “ragion di Stato” o altrimenti detta “sicurezza di Stato” ( mi ero già espresso argomentando su questi delicati temi specifici e quindi consiglierei semmai almeno di leggerlo https://www.merateonline.it/notizie/143819/il-rimpatrio-del-torturatore-libico-se-questa-e-civilt-a) rappresenta l'ennesimo tentativo di far passare come ineluttabile quello che ineluttabile non è. https://www.merateonline.it/notizie/143875/risposta-al-direttore
In nome di un solo presunto sano realismo in sostanza si sostiene che per garantire il benessere di un popolo occorre, pur obtorto collo, violare i Diritti Umani e le fondamentali libertà che dovrebbero caratterizzare una Convivenza Civile degna di tal nome.
Quasi una riproposizione di quel “ il benessere degli americani non è negoziabile” di infausta memoria Bush doppio W teso a giustificare qualsivoglia azione predatoria a scapito di altri popoli per garantire il mantenimento dei loro livelli di vita e pure di esagerato spreco.
A sostegno si arriva anche a citare, come fa l'enigmatico Emilio, il presunto interesse anche della più sprovveduta “casalinga di Voghera”, alias sciura Pina, che, senza inutili fardelli mentali tipici di certo mondo “radical chic”, arriva al sodo nel pretendere ciò che le occorre : “serve che i prezzi della verdura non aumentino, che le tasse non aumentino...”.
E così il “cerchio delle beffe” si chiude: un sistema spesso iniquo che sta aumentando sempre più le disuguaglianze giustifica lo stato di fatto che non casualmente ha prodotto esso stesso , mettendo in bocca alle proprie vittime l'esigenza di perpetrarlo.
Ma non viene in mente che questo è il più classico, e direi il più meschino, degli alibi?
Perché, e sempre più tanti se ne stanno accorgendo, questo mondo non è stato costruito per il Bene Collettivo ma solo a misura dei sempre più ricchi e sempre più pochi che pretendono pure di dettar legge, vedasi Trumph (continuo ad usare impropriamente l' h finale a mo' di effetto soffio “pallone gonfiato”), Musk e simili vari.
Traducendo e stando concretamente al tema: perché si sono scelti i Libici come fornitori di gas e petrolio sapendo dei loro regimi disumani? Perché non si è per tempo investito di più nelle fonti rinnovabili (sole e vento di cui siamo ben forniti)? Perché in nome del realismo geopolitico non si apre un maggior “dialogo” anche economico con i Paesi Brics non foss'altro che per controbilanciare la dipendenza dagli Usa? E in definitiva : perché non si persegue realmente una Politica (quella con la P maiuscola) dove i valori umani siano realmente, e non solo dichiaratamente, prioritari nell'agire anche a livello economico?
Perché ad esempio il “modello Mattei” ( tutt'altro che l'attuale e omologo Piano governativo, se è quello svelato da Report) basato sulla reale prassi di una più equa distribuzione dei profitti tra proprietari e utilizzatori delle risorse energetiche non si applica oggi? Forse perché i rapporti di forza, che lui cercava concretamente di modificare in quanto anche ingiusti, non possono essere oggi messi in discussione?
Si pensa forse che la sciura Pina non sarebbe la prima a gioire di un mondo più giusto dove non fosse costretta a mendicare un'esistenza più dignitosa?
E basta col rovesciamento delle parti dove chi cerca la Pace è un utopico disfattista, chi persegue e pretende una miglior giustizia sociale è un illuso idealista, chi si preoccupa del futuro sociale e ambientale un sognatore quando non addirittura un “terrorista”.
Non lasciamoci quindi irretire da argomentazioni falsamente realistiche ma ognuno di noi coltivi almeno un senso critico che sappia discernere ciò che è Giusto e Vero da ciò che è quantomeno opinabile se non addirittura molte volte strumentale.
E sul senso di Responsabilità che dovrebbe riguardare ognuno di noi rispetto all'evolversi del nostro vivere quotidiano mi viene in mente ciò che il compianto avvocato Ambrosoli, il liquidatore della Banca fallimentare di Sindona protetto da Andreotti, ebbe modo di rispondere alla sua segretaria che in sostanza gli dava dell'illuso per la sua azione di “pulizia” dal malaffare: “Il vero Paese è quello che ci costruiamo noi col nostro lavoro”.
Quello che poi gli era venuto a mancare era stato il sostegno delle Istituzioni che, di fatto isolandolo, avevano cagionato il suo assassinio mafioso.
Se le Istituzioni ed in particolar modo i Governi, ben al di là del colore politico che di volta in volta li contraddistingue, sono i primi a disattendere nella pratica quello che a ogni piè sospinto viene da loro predicato come potranno essere credibili agli occhi dei loro cittadini?

PS. Spero però che non s'inneschi il solito ping pong a due.
Germano Bosisio
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