Verderio: sala gremita per l'assemblea sul nuovo ponte Preoccupazione per il futuro

La sala civica di villa Gallavresi è riuscita a malapena a contenere i numerosi cittadini, che nella serata di venerdì 24 gennaio hanno partecipato all'assemblea pubblica organizzata dal Comitato Cittadini Ponti di Paderno, Robbiate e Verderio per fare chiarezza sul futuro attraversamento stradale e ferroviario sull'Adda.
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Il sindaco di Verderio, Danilo Villa
L'incontro è iniziato con una dettagliata panoramica di Raffaella Lamberti, rappresentante del Comitato, sulla storia del san Michele, la sua costruzione lampo tra il 1887 e 1889 e i successivi sviluppi, fino ad arrivare al nuovo progetto presentato e selezionato come unica opzione il 27 giugno 2024 dalla Provincia e Rfi. Già negli anni ottanta era stato stilato un primo bando per la realizzazione di un secondo ponte, che per questioni burocratiche e mancati accordi tra enti e privati non trovò mai esecuzione. Nei primi anni novanta fu dunque deciso di vietare il passaggio di mezzi pesanti oltre i 35 quintali, veicoli deviati su Brivio o Trezzo d'Adda. A inizio 2000 si ipotizza un un nuovo ponte a Brivio in zona Toffo in collegamento con la 342 dir. Una proposta caldeggiata da Cisano che però viene accantonata per il veto bergamasco riguardante le rive del fiume di Villa d'Adda e le coltivazioni presenti in loco. Nel 2009 si inaugura il ponte Cesare Cantù tra Calolziocorte e Olginate e si avanzata la proposta per un nuovo viadotto tra Cornate d'Adda e Bottanuco, per migliorare la problematica del traffico di Trezzo e collegare la struttura direttamente al tratto di Pedemontana previsto per la zona. Caduta l'ipotesi del traffico sulla Pedemontana il progetto viene accantonato.

Dopo la chiusura del ponte tra il 2018 e 2019 e l'improvvisa stima di vita calcolata da RFI fino all'anno 2030, è iniziato il processo di studio di un attraversamento alternativo. Già una prima proposta del 2021 per la costruzione di una nuova linea ferroviaria tra Calusco e Paderno-Robbiate a fianco del ponte di ferro, nella parte sud, inserendosi in zona Molino Colombo e di un ponte stradale che sarebbe sboccato in via Festini a Paderno, aveva spinto i sindaci del meratese a stendere una lettera che esprimeva perplessità, soprattutto per la mancanza di una programmazione urbanistica d'insieme intorno al viadotto. Il 27 giugno 2024 in Regione sono stati presentati tre diversi progetti, due dei quali esclusi immediatamente per i costi troppo elevati. La preferenza verso la realizzazione di un unico viadotto stradale e ferroviario a 30 metri dal San Michele ha allertato nuovamente i sindaci, che in una mozione portata e già approvata in 13 dei 15 comuni aderenti – mancano La Valletta e Santa Maria Hoè – rimarcano l'impatto negativo sulla viabilità locale e la mancanza di uno studio sul traffico o comunque, di uno studio che non abbia come singolo focus il ponte, ma che tenga in considerazione tutto il territorio circostante.
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Raffella Lamberti e Angelo Mandelli del Comitato Cittadini Ponti
“La scelta di questa soluzione viene giustificata per costi minori, noi diciamo che questo non sempre deve essere il criterio da usare, occorre valutare nel calcolo complessivo tutte le opere per la risistemazione del traffico, i costi umani, di svalutazione generale del territorio e la perdita di importanza culturale e turistica” ha commentato Lamberti. Dopo un'attenta valutazione, come condiviso dal Gruppo “Ambiente e Mobilità sostenibile” nella conferenza tenutasi il 17 gennaio a Sotto il Monte, lo scenario 2 presentato in Regione si presenta come la soluzione più interessante, con uno spostamento più a sud dell'attraversamento.
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A prendere poi la parola è stato il sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio che ha aggiunto qualche dettaglio, sottolineando l'importanza di questo incontro, prezioso per fare in modo che i cittadini si occupino di un tema che andrà a disegnare il futuro dei comuni del territorio per i prossimi cento anni. Torchio ha puntualmente ricordato come i rappresentanti dei Comuni siano stati esclusi dai tavoli di confronto, venendo interpellati solamente tre volte in quattro anni. “Nel 2021 tre erano gli assunti intoccabili per RFI: non si spostano le stazioni, non si spostano le provinciali e i ponti da costruire sono due. Alla presentazione dei tre progetti questa visione era dunque cambiata”. Il primo cittadino ha specificato che nelle altre due ipotesi portate in Regione, il ponte sarebbe stato esclusivamente ferroviario e l'attraversamento stradale collocato ad Imbersago, in prossimità della rotonda con il monumento alle montagne. Due opzioni poco credibili per chiunque sia a conoscenza della situazione del traffico attuale. Rimane comunque evidente che un'ipotesi per un attraversamento stradale a sud sarebbe più che sensata e permetterebbe un collegamento diretto nella provincia di Monza Brianza con la Pedemontana.
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Il sindaco di Paderno d'Adda, Gianpaolo Torchio
Torchio ha poi chiarito la posizione presa dai sindaci sulla questione. “Noi non ci siamo mai posti con un atteggiamento di no verso un nuovo ponte, la sua necessità è innegabile, ma abbiamo chiesto risposte e un ragionamento in chiave più ampia, su Trezzo, Paderno e Brivio”. La logica è stata quella di presentare il fronte del meratese come unito, per avere peso in Regione e ottenere uno studio sull'impatto viabilistico e ambientale, e avere un'opera adeguata nel suo contesto di collocazione. L'assessore ai trasporti Terzi ha già annunciato diverse volte di aver mandato al CAL (Concessioni Autostradali Lombarde) il via libera per uno studio di un ponte tra Solza e Bottanuco, una struttura che andrebbe a collocarsi a meno di quattro chilometri dal nuovo ponte previsto a trenta metri dal San Michele e che potrebbe dare soluzione al drastico incremento del traffico.

A seguito dell'intervento di un rappresentante della bergamasca, che ha ricapitolato la proposta avanzata durante l'assemblea di Sotto il Monte, il sindaco di Verderio Danilo Villa ha rimarcato l'importanza dello sforzo del PD dell'isola bergamasca che ha portato ad avere uno studio integrato del traffico urbano e intermodale articolato. “Il tema su cui discutere non è tanto il ponte, ma uno studio integrato del traffico del territorio che non c'è e dal quale poter eviscerare la migliore localizzazione per un nuovo viadotto. Già oggi il territorio soffre di problemi di traffico a Brugarolo, al platano di Verderio, alla Sernovella, in via Festini. La Provincia non ha saputo dare risposta a questa situazione”. Villa ha dichiarato che i comuni del meratese continueranno a combattere per far sentire le loro voci ai livelli superiori e che l'esercizio di democrazia portato dai cittadini di Verderio e Sotto il Monte è la leva giusta per poter incidere ed essere ascoltati e per non rischiare di ritrovarsi nuovamente davanti ad un muro di gomma.

A conclusione, Villa ha portato un commento che ha spinto ancora di più a trovare supporto dalle altre Province per la revisione di un progetto privo di valutazioni d'insieme.“Una volta usciti da uno degli incontri in Regione l'ingegnere di RFI ci ha detto apertamente che per loro sarebbe stato meglio studiare solo un ponte ferroviario e non uno stradale e le relative interconnessioni, non essendo questo parte del loro lavoro”
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Oltre a numerosi e attenti commenti da parte dei cittadini, ad esprimersi è stato Giorgio Monti, neo presidente del Parco Adda Nord, che ha spiegato come l'eliminazione del vincolo di “monumento nazionale ambientale” al tratto di Adda Leonardesca interessata dalla proposta regionale dei nuovi ponti era stata fatta, il 25 febbraio 2022, per questioni normative e non per spianare la strada alla costruzione di una nuova struttura, come è stato osservato durante la serata. Se questa fosse stata una carta strategica da giocare per fermare il processo di edificazione, non sarebbe stata buttata, in quanto il ruolo del parco rimane quello di preservare e salvaguardare i territori dei comuni.

Al termine dell'assemblea il Comitato a rinnovato il suo impegno di divulgazione, chiedendo collaborazione da parte dei cittadini nel trovare una soluzione alternativa ad un intervento che andrebbe ad avere terribili impatti su viabilità, salute e ambiente.
I.Bi.
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