Calusco: nasce il ''Comitato San Michele'' che vuole chiedere i danni a RFI, rientrare nel ''Decreto Genova'' e tutelare tutti

E' bastata poco più di un'ora a chi lunedì sera, 24 settembre, ha partecipato alla prima assemblea del comitato ''Ponte San Michele'' per guardarsi attorno e capire che il proprio problema è anche il problema degli altri. Commercianti, pendolari, lavoratori, padri e madri di famiglia. Almeno una cinquantina di persone, dalle 21, hanno riempito la sala consigliare del Comune di Calusco e assistito a quella che è stata una prima assemblea per certi versi cinica, dove nessuno si è lasciato andare a particolari divagazioni e solo in qualche occasione qualcuno ha ribadito un concetto già espresso in precedenza da qualcun altro.

Del resto, gli obbiettivi che si è prefissato il nuovo comitato sono di quelli che si ottengono con determinazione e pragmatismo, non certo fermandosi più del dovuto a disquisire: chiedere a RFI i danni per la mancata manutenzione del Ponte San Michele (''negligenza'' che, secondo il comitato nascente, sarebbe l'unica causa dietro l'improvvisa chiusura del collegamento scattata venerdì 14), e poi allo Stato di applicare per il bacino di utenza che si serviva del passaggio sospeso sull'Adda (stimato in almeno 150mila persone) lo stesso decreto che sarebbe in procinto di arrivo per chi è rimasto coinvolto nel crollo del Ponte Morandi, a Genova. 

''Nessuno vuole dire che il problema è lo stesso - ha spiegato il commercialista Ruben Bergonzi in uno dei suoi primi interventi della serata - La situazione non sarà egualmente tragica ma, insomma, il fatto che il flusso veicolare sull'arteria principale del nostro paese sia praticamente inesistente da dieci giorni la dice lunga su quale sia il nostro problema''

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Il dottor Bergonzi è la figura pragmatica di cui un comitato con richieste di questo calibro ha bisogno, e lunedì sera si è comportato esattamente come si comporterebbe un segretario di una qualsiasi assemblea istituzionale, illustrando ancor prima che il dibattito entrasse nel vivo quali, a suo modo di vedere, dovranno essere i passaggi che il comitato dovrà seguire, dall'assemblea costituente (convocata per lunedì 1 ottobre, sempre in sala consigliare) fino alla richiesta di risarcimento a RFI per i danni subiti.

Marco Ardenghi e il dottor Ruben Bergonzi, commercialista e segretario del comitato

Una volta raccolti i nominativi di chi vorrà far parte del comitato (commercianti, pendolari o anche ''semplici'' cittadini), allora sarà necessario trovare al più presto il modo per dimostrare effettivamente che ciascuno ha subito delle perdite. ''Il consiglio che posso dare- ha proseguito - è quello di ragionare su come dimostrare che abbiamo subito un danno dalla chiusura del ponte. E' ovvio che se prima guadagnavamo 100 e ora solo 30, la perdita c'è. Se però continuiamo ad avere 100, allora possiamo pretendere poco o nulla. Potremmo, ipotesi, giustificare in parte la mancata attuazione degli studi di settore, andando anche a parlare con le agenzie territoriali bergamasche che ci seguono chiedendo loro magari periodi di sospensione su determinati impegni''.

Un cittadino intervenuto per evidenziare le difficoltà che, per esempio, può avere un padre
 di famiglia che impiega due ore in più per raggiungere il posto di lavoro

Tutte ipotesi che il comitato, riunito lunedì sera in una prima assemblea comunque più informale, metterà nero su bianco nelle prossime settimane. Ma, sostanzialmente, il comitato sembra orientato ad avvalersi di uno o più avvocati e adire a vie legali nei confronti di chi, e sembrerebbe il parere unanime di chi lunedì sera era presente in Municipio a Calusco, non ha fatto manutenzione negli ultimi trent'anni al ponte. Accanto al dottor Bergonzi, Marco Ardenghi dell'omonimo vivaio caluschese è stato di fatto colui che più di tutti ha cercato di tirare le fila del nuovo gruppo. 

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Nella prossima assemblea il sodalizio dovrà anche stabilire chi saranno i portavoce ed è molto probabile che l'imprenditore sarà tra questi. E' stato lui, lunedì sera, a chiedere ai presenti che il comitato sia tassativamente ''trasversale'', possibilmente ''interprovinciale'' e ''apolitico''. ''Cerchiamo di non fare come accade spesso in Italia, cioè che nascono delle divisioni perché uno è di quel colore e l'altro di un altro colore - ha detto, tra le altre cose - Dobbiamo essere uniti e non solo tra caluschesi. Dovremo attuare una serie azioni per raggiungere più gente possibile. Una cosa, ad esempio, è andare a fare una manifestazione sotto la Regione in 100, un'altra in 5mila''.

Un avvocato intervenuto per ribadire quanto sia necessario un ponte alternativo,
accanto al San Michele che diventerebbe esclusivamente turistico

Secondo il parere di Ardenghi, poi, tra le azioni che il comitato dovrà svolgere ci sarà una continua pressione sull'amministrazione comunale e sugli esponenti politici del territorio. ''Regione Lombardia ha già richiesto i parametri rilevati da RFI che hanno determinato la chiusura del ponte - ha spiegato - Dobbiamo sperare, come sembra, che prima venga sistemata la porzione stradale, che quindi verrebbe riaperta molto prima. Questo agevolerebbe anche i pendolari, ad esempio, che dovrebbero fare solo due chilometri in navetta anziché andare a Brivio. Dovremo spingere anche noi per essere sempre aggiornati, in sostanza. Tra l'altro, abbiamo la fortuna di avere un assessore alla mobilità regionale, Claudia Maria Terzi, di Dalmine. Non dobbiamo nemmeno andare troppo lontano per fare pressione. Se non ci metterà la faccia, allora le chiederemo che cosa è là a fare''. 

L'assessore di Calusco Massimo Cocchi

Secondo Mauro Dolci, presidente FIVA-ASCOM di Bergamo, la federazione italiana venditori ambulanti, tra quelli che sono intervenuti dopo che il dr. Bergonzi e Ardenghi hanno delineato in generale quali saranno i passi del comitato, sarà molto importante ''mantenere il nervo scoperto ogni giorno'', non abbassare mai la guardia perché le difficoltà che ha causato la chiusura del ponte di San Michele non sono solo economiche, ma anche più pratiche.
Tra i vari interventi, ad esempio, c'è stato anche quello di un padre di famiglia, lavoratore a Milano, il quale ha spiegato che per accompagnare il figlio a scuola a Robbiate e raggiungere il lavoro ci mette due ore e mezza, e tutto quel tempo lo sottrae, sostanzialmente, alla sua famiglia. Un avvocato, intervenuto verso la fine, ha sottolineato che, secondo lui, non andrebbe persa di vista l'ipotesi di un ponte secondario, accanto al San Michele, che rimarrebbe di fatto esclusivamente turistico.

A sinistra Mauro Dolci, presidente FIVA-ASCOM, federazione italiana venditori ambulanti, secondo il quale è necessario mantenere
il ''nervo scoperto'', cioè insistere ogni giorno affinché l’intervento al ponte sia immediato

Oltretutto, sempre secondo questo avvocato, il comitato dovrebbe fare un esposto alla Procura della Repubblica contro i responsabili della chiusura del collegamento. Il sindaco di Calusco Michele Pellegrini, invece, arrivato in aula consigliare al termine di un incontro a porte chiuso avuto con gli amministratori di Paderno sulla valorizzazione del ponte per farlo diventare, in sostanza, patrimonio UNESCO, ha spiegato che la sua Amministrazione sta cercando di fare il possibile per limitare i danni. ''Stiamo valutando diverse alternative - ha spiegato - Noi saremmo d'accordo, ad esempio, di realizzare un ponte di barche a Villa d'Adda, ma gli amministratori brianzoli non sono d'accordo''.

Il primo cittadino caluschese, Michele Pellegrini

La prima seduta del comitato ''San Michele'' si è quindi conclusa con la raccolta di adesioni, raccolta che proseguirà anche in settimana fino a lunedì prossimo, 1 ottobre, quando sarà costituito ufficialmente il sodalizio.
A.S.
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