Brivio: il ruolo dello sport nei giovani. Una serata con la Polisportiva 2B

I valori dello sport, le emozioni che suscitano le competizioni e l'essere genitori nell'accompagnamento della crescita sportiva dei figli. Queste sono state le principali tematiche toccate nella serata di venerdì 28 aprile dalla dottoressa Concetta Anastasio a Brivio.
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La "sport e mental coach" ha guidato i genitori in un momento di riflessione e condivisione per creare un canale di comunicazione aperto e di alleanza con la Polisportiva 2B, la società organizzatrice dell'incontro. Lo sport è un beneficio nella crescita del bambino, fondamentale non solo per sviluppare capacità motorie, ma soprattutto relazionali. È un terreno fertile, dove si generano naturalmente le situazioni che permettono di misurarsi con i propri limiti ed emozioni, che siano esse positive o negative. “Tutto questo è possibile in un ambiente sano, protetto e rispettoso, dove sviluppare un senso di appartenenza che permette di esprimere la propria personalità” ha detto l'ospite.
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Anastasio ha offerto ai presenti una serie di risorse per superare gli ostacoli e non cadere in crisi di fronte alle difficoltà che i figli incontrano inevitabilmente nel percorso di vita, con un focus sull'ambito sportivo. In prima battuta, gli adulti devono essere i primi a cessare di porre obbiettivi irraggiungibili e di spingere verso traguardi irreali, azioni spesso involontarie che però suscitano nei più piccoli frustrazioni e incertezze, togliendo la capacità di divertirsi nel gioco. La passione e dedizione degli allenatori, insieme al supporto dei genitori, deve essere ciò che continua a motivare la voglia di mettersi in campo dei ragazzi, a prescindere dai risultati ottenuti dalla squadra. “Lo sport fa imparare a perdere e non a vincere. Il fallimento è uno dei mezzi più efficaci per imparare a gestire le emozioni, ad acquisire la capacità di rialzarsi e ripartire con ancora più grinta. Lo sport è un terreno fertile per situazioni spiacevoli, ma necessarie per migliorarsi”. Il genitore deve permettere al giovane di vivere le sofferenze e i momenti di sconforto, abbandonando la tendenza di protezione, per mostrare come la vita sia fatta anche di bassi e non solo di alti.
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I valori positivi dello sport devono essere la bussola che guidano il rapporto con la società in cui i ragazzi sono inseriti. “I genitori sono i primi coach, che credono nei figli e ne individuano le capacità. Se un giovane, soprattutto maschio, vede le sue potenzialità riconosciute è spronato a far bene”. Molta attenzione deve essere posta nella comunicazione non verbale, che spesso comunica più delle parole, trasmettendo le proiezioni che i giovani acquisiscono con facilità. La crescita dei figli parte direttamente dall'esempio dei genitori, che per primi devono mettersi in discussione per offrire la versione migliore di sé a chi in lui cerca una guida, un modello.
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Fondamentale è però imparare a fare un passo indietro, mantenendo il proprio ruolo di genitore, senza sostituirsi ad allenatori o professori. Il messaggio migliore che si può passare ai figli è quello di divertirsi, motivando e incoraggiando le passioni, aumentando così l'autostima dei più piccoli e insegnando l'ascolto e riconoscimento delle emozioni.

La serata si è conclusa con un confronto diretto tra la mental coach e i genitori, partendo da domande di spunto che hanno stimolato il dialogo e la riflessione.
I.Bi.
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