Viganò e Agnesi, il progetto sui meratesi nella Resistenza

Al termine della presentazione sulle figure femminili della Resistenza, la professoressa Cristina Mazza è intervenuta brevemente per presentare il percorso di ricostruzione storica legata alla memoria locale realizzato dagli alunni, che ha portato all’individuazione di alcune vittime del nazifascismo del territorio, nel periodo compreso tra il 1943 e il 1945. Allacciandosi all'anniversario degli 80 anni di liberazione dal nazifascismo, sono state inoltre approfondite figure antifasciste significative. Un lavoro delle classi 5AS, 5BS e 5AL dell'Agnesi e 5C RIM del Viganò, che ha prodotto un podcast e pannelli che verranno affissi nei corridoi della scuola.
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La 5AS si è occupata della storia di Leone Ginzburg e del mugnaio Ernesto Cattaneo, nato nel 1891 a Olgiate Molgora. Dopo l'armistizio, Ernesto con coraggio aiutò i partigiani fornendo scorte di farina, nel 1944 però venne arrestato dai fascisti e imprigionato a Mauthausen e poi nel sottocampo di Gusen. In prigionia riuscì a scambiare lettere con la famiglia fino al 1945, quando venne comunicata la sua morte nel campo di concentramento. I ragazzi hanno incontrato la nipote di Ernesto, Patrizia Consonni, per una riflessione sul coraggio, la sofferenza e la resistenza umana durante la seconda guerra mondiale.
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L'approfondimento della 5AL ha avuto come focus l'occupazione nazifascista, la Resistenza e il contributo apportato dalle donne. La classe ha visitato il giardino dei Giusti di Milano per avvicinarsi alla deportazione degli ebrei, come è successo a fratelli e sorelle Milla di Verderio, portati ad Auschwitz e uccisi l'11 dicembre 1943. Gli studenti hanno letto il libro “L'Agnese va a morire” di Renata Viganò e hanno approfondito la storia di Ursula Hirschmann, che con le sue azioni generò movimenti favorevoli ad un'Europa unita.

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La 5BS ha approfondito Angelo e Ferruccio Valagussa, i due fratelli nati a Cernusco, a cascina Moscoro, luogo in cui è stata posata la pietra in loro memoria lo scorso febbraio. Nel 1943 entrambi erano entrati nel terzo Gap Milano, gruppo di azione patriottica impegnato nella liberazione dell'Italia dal Fascismo e Nazismo. Nel 1944 Angelo venne catturato e portato a Mauthausen dove fu condannato ai lavori forzati, che lo uccisero all'età di 22 anni nel marzo del 1945. Ferruccio, alla cattura del fratello, si unì alla Brigata Valdossola che venne colpita da una retata. Il cernuschese venne fucilato, all'età di vent'anni, con altri sedici compagni, nel giugno del 1944 a Baveno, vicino a Verbania. Il pannello è invece stato dedicato a Carlo Alberto Rosselli, attivista, giornalista, filosofo, storico e uno dei maggiori esponenti dell’antifascismo.

La 5C RIM ha trattato la Resistenza nel meratese e casatese, partendo da una gita didattica fatta qualche anno prima in luoghi famigliari, dove si sono svolte le azioni partigiane che hanno colpito anche le realtà più piccole. Una ricerca per individuare chiaramente i luoghi fisici interessati da episodi che hanno scritto la storia: Valaperta, dove sono stati assassinati quattro partigiani nel gennaio 1943, Verderio e la famiglia Milla, Osnago, dove fu giustiziato Gaetano Casiraghi accusato di sabotaggio, Giovenzana, Rovagnate e Beverate, con l’arresto del generale Roberto Farinacci e Mondonico con il dramma del pittore Aldo Carpi, deportato a Gusen. Tre classi dell’istituto hanno partecipato inoltre ad un laboratorio con Anpi sull’organizzazione del sistema scolastico durante il ventennio fascista, mentre la 5I di grafica ha svolto un lavoro sui manifesti propagandistici.
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La manifestazione si è conclusa con l’esecuzione di diversi brani partigiani da parte dei gruppi musicali dei due istituti, diretti dai professori Claudio Contento e Giovanni Colombo. L'evento è stata un'occasione per inaugurare la mostra a cura di Anpi e l'associazione Puntorosso "La Resistenza siamo anche noi", sulle partigiane del territorio lecchese e meratese allestita nell'aula Borsellino. I cartelloni affissi raccontano la storia di decine di donne dell’area del lecchese, come la cernuschese Teresa Bonfanti, la meratese Giovanna Valtolina, la rovagnatese Giovanna Rocca, la robbiatese Maria Albini e tante altre, con foto, documenti d’epoca, testimonianze dirette delle donne o racconti dei familiari.
I.Bi.
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