Smetto quando voglio. O forse no?

Tutto è cominciato l’estate scorsa quando ho deciso di iniziare a fare la cyclette quotidianamente. In realtà
il problema è iniziato prima, ma se non mi fossi illusa, seppur per poco tempo, di poter diventare sportiva,
non mi sarei mai accorta di cosa mi stava succedendo.
Quindi decido di fare questa benedetta cyclette, ma c’è un problema: io odio fare la cyclette. Passo tutto il
tempo a guardare sul display i secondi che passano e sudo e sbuffo e dico parolacce a non finire. Come
fare? Ma certo: mi guardo i video sul telefono. Sì, perché mi sono accorta che quando guardo i video sui
social, sono così distratta che non mi accorgo più di quello che mi succede intorno. Potrei anche fare la
cyclette senza accorgermene, mi dico. E infatti è proprio così e io comincio a pedalare e scrollare, scrollare
e pedalare. Poi, come da copione, smetto di fare la cyclette, ma purtroppo continuo a guardare questi brevi
video che, guarda caso, mi interessano tutti, mi piacciono tutti. E così pedalare e scrollare diventa cucinare e scrollare, camminare e scrollare, ferma al semaforo e scrollare, guardare la tv e scrollare e via dicendo. Io amo gli animali e mi si proponevano tanti video sugli animali, teneri, divertenti, commoventi. Troppo commoventi. Diventavano sempre più frequenti i video di animali maltrattati che venivano salvati. Sì, bello il finale, ma quello che vedevo prima mi rivoltava lo stomaco per giorni. Segnalavo i video per istigazione alla violenza, ma non so se siano mai state prese in considerazione le mie segnalazioni.
Bene. Un bel giorno, non molto tempo fa, decido che quei video non li volevo più guardare. Prendo la
decisione, ma continuo a farlo lo stesso. Non riesco a non guardarli. Tutti, non solo quelli degli animali. E se mi perdo una notizia interessante? E se mi sfugge un evento a cui avrei voluto partecipare? E i compleanni dei miei amici? E quanto è bello il lamantino? E il cane con la coda in fronte? Mi convinco che avere i social sia assolutamente indispensabile. Pensate che quando mi ero iscritta lo avevo fatto con la convinzione che fosse solo per postare qualche mio quadro (sono una pittrice da strapazzo), così per divertimento. Sì, divertimento ‘sto ciufolo. Posti qualcosa e poi stai lì a guardare quanti like ti mettono, così, come se non bastasse la vita reale a mettere a dura prova la tua autostima. Comunque, decido di provare a smettere con i social, che fino a quel momento non mi sembrava neanche fossero così dentro la mia vita. E tolgo le app dei social dalla pagina principale del telefono. Meglio. Va già meglio. La prima settimana senza i social in prima pagina mi sembra quasi di avercela fatta. Sì, mi arrivano le notifiche che qualcuno ha postato qualcosa, ma io le cancello senza neanche leggerle. Sono forte. Sono fuori. Fino a che una sera alle otto decido di dare un’occhiata, intanto che inizia il telegiornale, fino a che finisce la pubblicità. Mi sono accorta verso le 21.30 che la pubblicità era finita e il telegiornale non lo avevo neanche visto. Mi sono sentita come una persona che non deve mangiare dolci e pensando di annusare la Saint Honorè, si mangia tutta la vetrina della pasticceria.
Qui la situazione mi è sembrata molto seria. E sì che io ho cinquant’anni, ci sono nata senza i social, ci ho
fatto tutta la giovinezza e anche adesso non sono una che posta ogni istante della propria vita.
Eppure….eppure c’è qualcosa che mi dice che non ho il controllo su questa “cosa”.
Prendo il telefono e …via, disinstallo le icone dei social. Non sono serena. Ho ancora la sensazione di
essermi chiusa fuori da qualcosa, ho ancora la convinzione di dover essere là dentro. Cerco di
tranquillizzarmi: in fondo posso reinstallarle quando voglio.
Un paio di giorni passano tranquilli. Ogni tanto prendo il telefono e in automatico cerco le icone. Non ci
sono. Poso il telefono. Vado avanti a fare quello che stavo facendo e tutto è normale.
Ma poi il Diavolo rientra dalla famosa finestra.
Eccolo lì, che affabile mi chiama dalla posta elettronica. Capito? Visto che non entro più nei social e li ho
disinstallati dal telefono, non mi arrivano più le notifiche, quindi mi mandano le mail per avvisarmi che
mentre io mi trastullo nel mondo reale e faccio a meno di un sacco di cose inutili, là dentro c’è chi se la
spassa in spiaggia, ci sono cani che cantano, ci sono ricette nuove da provare, ci sono sessioni di ginnastica, anche di cyclette, ci sono balli di gruppo, auto che corrono a duecento all’ora, brevi lezioni di matematica, tutorial, uomini, donne, e chi più ne ha più ne metta.
Cancello anche la mail. La prima di una lunga serie. Ho una sensazione strana. Mi sento l’eroe di qualcosa e allo stesso tempo mi sento anche in colpa, non so verso chi e non so per cosa.
Ecco. Questa è la mia esperienza. Ho pensato di scriverla perché so che in tanti sottovalutiamo questo
nuovo mondo che ci si offre scintillante, facile e amichevole. Ma è proprio così? 
Elena
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