Calco: avevano posato per il pittore Brambilla da piccoli. Francesco e Antonia si trovano in una mostra 79 anni dopo

Farsi ritrarre in un quadro ai tempi della scuola materna e ritrovarsi esposti in una mostra quasi 80 anni dopo. È questa l’incredibile ed emozionate esperienza che hanno potuto vivere Antonia e Francesco Ripamonti grazie all’associazione ARTEe20 di Merate, che in occasione dei 60 anni dalla morte del pittore calchese Riccardo Brambilla, ha voluto organizzare una sua personale presso la propria sede con opere appartenenti principalmente alla famiglia. 
La mostra, inaugurata lo scorso 25 gennaio, avrebbe dovuto terminare già nelle scorse settimane, ma è stata prolungata fino al weekend dell’8 e 9 marzo su richiesta della famiglia Brambilla per consentire a una nipote del pittore, residente in Canada, di poter venire ad ammirarla. 
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I giorni in più di apertura sono stati graditi da diversi visitatori, che ne hanno approfittato per vedere, o rivedere, i quadri del Brambilla. Tra costoro anche Antonia e Francesco Ripamonti, due cittadini rispettivamente di Brivio e Calco e lontanamente parenti, che nel 1946 si erano prestati come modelli per il pittore. Il quadro, frutto di ore di impegno stando immobili all’ingresso della chiesa San Vigilio, è stato esposto insieme ai paesaggi, i ritratti e la natura morta del pittore calchese. 
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Francesco Ripamonti

“Ricordo bene quel giorno” racconta Francesco, classe 1942, che ai tempi frequentava la scuola materna di Calco di cui Brambilla – anche podestà per alcuni anni in paese – è stato presidente. “Eravamo stati chiamati dalla severa suor Pierina, che ci aveva accompagnati in chiesa a posare davanti all’acquasantiera. Ricordo ancora la fatica di stare immobile con il braccio alzato e la mano alla fronte, come se stessi facendo il segno della croce. Invidiavo Antonia che invece aveva la mano appoggiata sull’acquasantiera” ha scherzato. 
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Antonia e Francesco davanti al quadro che li ritrae da bambini

Francesco Ripamonti, nonostante i tanti anni passati, conserva diversi ricordi del Brambilla, non solo legati a quella giornata. “Era un uomo molto alto e magro. Me lo ricordo con il suo cavalletto in diversi punti del paese, che dipingeva. Credo mi avesse già ritratto mentre giocavo e lo stesso aveva fatto con mio padre di passaggio con le capre. Quella volta invece è stata l’unica in cui ho realmente posato”. 
Secondo Francesco il quadro originale in realtà doveva essere un altro, forse uno “studio preparatorio” utilizzato da Brambilla per poi eseguire con calma la tela esposta alla mostra.
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“Mi sembra che avesse una prospettiva diversa mentre dipingeva e che inizialmente noi eravamo più in primo piano”. 
Di quel quadro però sembra non esserci traccia. In ogni caso è stato riprodotto dall’autore – probabilmente nel 1947 – in una seconda tela, ovvero quella che Francesco e Antonia hanno potuto ammirare e ha rievocato in loro molti ricordi, come i capelli rossi di Antonia, il grembiulino a quadretti di Francesco, la temuta suor Pierina e più in generale gli anni della scuola materna. “Anche io ricordo quel momento. Non avevo mai visto però il quadro” ha raccontato emozionata Antonia, di un anno più grande rispetto a Francesco. 
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La visita alla mostra è stata un piacevole sorpresa per entrambi i “modelli”, sia per aver potuto immergersi in ricordi attraverso l’opera, sia perché è stata un’occasione per rivedersi e scambiare volentieri qualche chiacchiera.
E.Ma.
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