Decreto energia: aiuti insufficienti, servono misure strutturali
Il Decreto Legge 19, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio scorso, introduce alcune misure rivolte a famiglie e imprese per l’agevolazione tariffaria sulla fornitura di energia elettrica. Le nuove norme sono in vigore dal 1° marzo 2025.
Il provvedimento amplia per l’anno 2025 i meccanismi di protezione delle famiglie a basso reddito, dei clienti vulnerabili, delle piccole e medie imprese e di quelle energivore, tramite uno stanziamento economico di circa 3 miliardi. Per quanto riguarda i nuclei familiari, è previsto il riconoscimento di un contributo straordinario di 200 euro, che sarà aggiuntivo per chi già gode di un’agevolazione in qualità di cliente domestico con ISEE fino a 9.530 euro (soglia che si alza a 15.000 euro per i nuclei in cui sono presenti tre figli e a 20.000 euro in caso di quattro o più figli), o nuovo per i clienti con ISEE fino a 25.000 euro. Il contributo verrà riconosciuto nel secondo trimestre 2025 a chi ha già presentato l’ISEE, o nel primo trimestre utile in caso di nuova presentazione. Per quanto riguarda i clienti vulnerabili, essi avranno la possibilità di accedere al Servizio a Tutele Graduali
(STG) fino al 31 marzo 2027.
Per la tutela di PMI e imprese energivore, infine, vengono stanziati 600 milioni di euro finalizzati ad azzerare per un semestre la spesa per gli oneri di sistema legati alle energie ricavate da fonti rinnovabili. CGIL e Federconsumatori Lecco esprimono perplessità su questo decreto. Diego Riva e Alfredo Licini, rispettivamente Segretario generale della CGIL e Presidente di Federconsumatori: “Le misure introdotte sono insufficienti e incomplete. Sebbene l’ampliamento della platea dei beneficiari sia positivo, si tratta comunque di un bonus di durata limitata, una soluzione temporanea che non risolve il problema alla radice. La difficoltà che molti nuclei familiari hanno a far fronte ai costi dell’energia avrebbe richiesto misure più significative; queste, invece, sono poche e una tantum, ben lontane dalle misure strutturali che sarebbero necessarie. Per le bollette del gas, inoltre, non è previsto nessun contributo. Inadeguato anche il tempismo dell’erogazione: molte famiglie riceveranno il contributo quando l’inverno sarà già terminato, con il paradosso che l’importo del bonus potrebbe superare il costo effettivo della bolletta.”
Proseguono Riva e Licini: “Utile, ma anche in questo caso debole, la misura introdotta per i clienti vulnerabili: non affronta, infatti, la situazione post 31 marzo 2027, quando i clienti vulnerabili in STG saranno dirottati sul mercato libero. In ultimo, da anni chiediamo una riforma complessiva degli oneri di sistema che alleggerisca le bollette per le famiglie, specialmente quelle di energia elettrica, su cui gli oneri pesano per circa il 39%.”
Il provvedimento amplia per l’anno 2025 i meccanismi di protezione delle famiglie a basso reddito, dei clienti vulnerabili, delle piccole e medie imprese e di quelle energivore, tramite uno stanziamento economico di circa 3 miliardi. Per quanto riguarda i nuclei familiari, è previsto il riconoscimento di un contributo straordinario di 200 euro, che sarà aggiuntivo per chi già gode di un’agevolazione in qualità di cliente domestico con ISEE fino a 9.530 euro (soglia che si alza a 15.000 euro per i nuclei in cui sono presenti tre figli e a 20.000 euro in caso di quattro o più figli), o nuovo per i clienti con ISEE fino a 25.000 euro. Il contributo verrà riconosciuto nel secondo trimestre 2025 a chi ha già presentato l’ISEE, o nel primo trimestre utile in caso di nuova presentazione. Per quanto riguarda i clienti vulnerabili, essi avranno la possibilità di accedere al Servizio a Tutele Graduali
(STG) fino al 31 marzo 2027.
Per la tutela di PMI e imprese energivore, infine, vengono stanziati 600 milioni di euro finalizzati ad azzerare per un semestre la spesa per gli oneri di sistema legati alle energie ricavate da fonti rinnovabili. CGIL e Federconsumatori Lecco esprimono perplessità su questo decreto. Diego Riva e Alfredo Licini, rispettivamente Segretario generale della CGIL e Presidente di Federconsumatori: “Le misure introdotte sono insufficienti e incomplete. Sebbene l’ampliamento della platea dei beneficiari sia positivo, si tratta comunque di un bonus di durata limitata, una soluzione temporanea che non risolve il problema alla radice. La difficoltà che molti nuclei familiari hanno a far fronte ai costi dell’energia avrebbe richiesto misure più significative; queste, invece, sono poche e una tantum, ben lontane dalle misure strutturali che sarebbero necessarie. Per le bollette del gas, inoltre, non è previsto nessun contributo. Inadeguato anche il tempismo dell’erogazione: molte famiglie riceveranno il contributo quando l’inverno sarà già terminato, con il paradosso che l’importo del bonus potrebbe superare il costo effettivo della bolletta.”
Proseguono Riva e Licini: “Utile, ma anche in questo caso debole, la misura introdotta per i clienti vulnerabili: non affronta, infatti, la situazione post 31 marzo 2027, quando i clienti vulnerabili in STG saranno dirottati sul mercato libero. In ultimo, da anni chiediamo una riforma complessiva degli oneri di sistema che alleggerisca le bollette per le famiglie, specialmente quelle di energia elettrica, su cui gli oneri pesano per circa il 39%.”
