Merate: in commissione la “Pace” e il sistema abitativo
Nel corso della commissione servizi alla persona sono stati due i punti trattati dai suoi componenti: l'adesione al comitato sovracomunale per la Pace e la cooperazione tra i popoli e la questione degli alloggi popolari gestiti attualmente da Aler.
Ad argomentare il primo punto è stato il vicesindaco con delega al sociale Valeria Marinari che ha spiegato la volontà di istituire un assessorato dedicato alla Pace per dare un segnale, anche a livello locale e in un momento storico particolarmente difficile, che qualcosa si può costruire con le azioni personali. Attualmente sono 24 i comuni lecchesi che vi fanno parte e che, oltre al valore simbolico, mettono in atto gesti e azioni concrete, a partire dal bando dedicato alle associazioni lecchesi a favore della cooperazione internazionale. Sul sito poi del comitato sono spiegate le finalità e le opportunità riservate al terzo settore. Rimandando alla definizione in consiglio l'assessore ha auspicato che non si tratti solo di una adesione formale.

Il secondo punto ha riguardato la questione dell'abitare sociale.
Come ha relazionato l'assessore, supportata dalla presidente di commissione avvocato Franca Maggioni, forte della sua esperienza precedente in amministrazione, le situazioni sono molto complesse e non di facile soluzione.
Le case sono poche, molto spesso bisognose di manutenzioni anche importanti, con un turn over scarso e con difficoltà a rinegoziare gli spazi nel caso l'appartamento sia divenuto troppo grande per l'avente diritto. Attualmente l'amministrazione sta lavorando su coloro che sono già inseriti nel sistema abitativo tutelato e ha fatto tre incontri con gli inquilini di via Roma, sant'Ambrogio, Rossini, Annunciata, Quintaberta dove le case sono comunali ma gestite da Aler. Alla soddisfazione dei residenti che si sono sentiti ascoltati, partecipando in maniera corposa agli incontri, ha fatto da contraltare la massa di problematiche presentate, da questioni strutturali relative a infissi, impianti, spazi comuni ad altre di carattere più personale e afferenti a relazioni di buon vicinato.
Tutte le istanze sono state riassunte in una relazione poi inviata via PEC al gestore con un ordine di priorità su cui intervenire. Tra le ipotesi, per meglio facilitare la comunicazione tra i residenti e l'ente, c'è quella di attivare la figura del custode sociale.
Si sta lavorando, infine, per sensibilizzare le agenzie immobiliari di Merate sul tema degli affitti, in un quadro dove il comune si può attivare per far sì che ci siano delle tutele e un minimo di "garanzie" per il locatore.
Ad argomentare il primo punto è stato il vicesindaco con delega al sociale Valeria Marinari che ha spiegato la volontà di istituire un assessorato dedicato alla Pace per dare un segnale, anche a livello locale e in un momento storico particolarmente difficile, che qualcosa si può costruire con le azioni personali. Attualmente sono 24 i comuni lecchesi che vi fanno parte e che, oltre al valore simbolico, mettono in atto gesti e azioni concrete, a partire dal bando dedicato alle associazioni lecchesi a favore della cooperazione internazionale. Sul sito poi del comitato sono spiegate le finalità e le opportunità riservate al terzo settore. Rimandando alla definizione in consiglio l'assessore ha auspicato che non si tratti solo di una adesione formale.

Il secondo punto ha riguardato la questione dell'abitare sociale.
Come ha relazionato l'assessore, supportata dalla presidente di commissione avvocato Franca Maggioni, forte della sua esperienza precedente in amministrazione, le situazioni sono molto complesse e non di facile soluzione.
Le case sono poche, molto spesso bisognose di manutenzioni anche importanti, con un turn over scarso e con difficoltà a rinegoziare gli spazi nel caso l'appartamento sia divenuto troppo grande per l'avente diritto. Attualmente l'amministrazione sta lavorando su coloro che sono già inseriti nel sistema abitativo tutelato e ha fatto tre incontri con gli inquilini di via Roma, sant'Ambrogio, Rossini, Annunciata, Quintaberta dove le case sono comunali ma gestite da Aler. Alla soddisfazione dei residenti che si sono sentiti ascoltati, partecipando in maniera corposa agli incontri, ha fatto da contraltare la massa di problematiche presentate, da questioni strutturali relative a infissi, impianti, spazi comuni ad altre di carattere più personale e afferenti a relazioni di buon vicinato.
Tutte le istanze sono state riassunte in una relazione poi inviata via PEC al gestore con un ordine di priorità su cui intervenire. Tra le ipotesi, per meglio facilitare la comunicazione tra i residenti e l'ente, c'è quella di attivare la figura del custode sociale.
Si sta lavorando, infine, per sensibilizzare le agenzie immobiliari di Merate sul tema degli affitti, in un quadro dove il comune si può attivare per far sì che ci siano delle tutele e un minimo di "garanzie" per il locatore.
S.V.