Il presidente Mattarella e il diritto internazionale

Si sta registrando un gran baccano sulla dichiarazione del nostro Presidente Mattarella rispetto al parallelismo in qualche modo da lui sostenuto a Marsiglia tra il Terzo Reich e la Russia che ha invaso l'Ucraina.
In effetti la ritorsione annunciata e poi attuata, per ora solo e per fortuna sotto forma di attacchi informatici, rappresenta l'ennesima stortura di una logica di contrapposizione guerrafondaia che contraddistingue non solo l'azione dei Russi.
Pur giustamente difendendo il più che legittimo diritto di parola di Mattarella anche e soprattutto in ragione della sua rappresentatività nazionale non si può non cogliere, oltre alle pur opinabili ragioni di opportunità avanzate da alcuni, quantomeno l'incompletezza del suo argomentare.
Senza nulla togliere alla significativa autorevolezza del nostro Presidente manifestata in più occasioni, non si può non evidenziare nel suo accorato eloquio, la parzialità dei suoi accostamenti in quanto, riferendosi agli stessi criteri valutativi a tutela del Diritto Internazionale, non citi in modo inequivocabile, oltre alle pericolose mire espansionistiche russe, anche ad esempio quelle perpetrate da tempo da parte di Israele nei confronti dei territori palestinesi.
E' proprio in questo apparente “doppiopesismo” che sta il limite del suo per il resto coraggioso e condivisibile discorso. Un “doppiopesismo” quantomeno nell'uso dei termini che avevo del resto già evidenziato in un mio precedente intervento.https://www.merateonline.it/notizie/132917/per-amore-di-giustizia
Purtroppo il rischio, al di là delle intenzioni del nostro Presidente, che questo comportamento infici spesso il dibattito politico è assai alto arrivando di fatto a subordinare i principi doverosamente e sacrosantamente applicabili a tutti alle proprie convenienze geopolitiche, economiche e anche “culturali”.
Solo ripristinando, come dice del resto Mattarella, l'effettivo primato del Diritto Internazionale ed ancor più della tutela dei Diritti fondamentali di ogni individuo, senza sconti per nessuna realtà territoriale, ci si potrà sottrarre ai venti di un nazionalismo che viene sempre più usato per coprire ben altri interessi.


Approfitto per un PS per il sig. M.C. (???)
Caro sig. M.C. forse un po' acidino il suo sempre anonimo commento, peraltro assai postumo (quasi un mese!).
Come vede continuo ad esprimere argomentando la mia opinione su fatti che a più livelli ci circondano. Visto che lei insiste nel parlare di “arruolamento” mi permetto di dirle che nella mia ormai non breve vita ho cercato non di stare alla finestra ma, nel mio piccolo, “sporcandomi concretamente le mani” di provare, certo anche con qualche inevitabile errore, a non far chiudere una fabbrica, come anche evitare con un referendum e con un'azione locale di gruppo che il Bene Acqua sia considerato solo una merce e che un forno inceneritore possa continuare in eterno a produrre effetti inquinanti e climalteranti, che magistrati antimafia possano essere isolati ecc. ecc.
E l'ho sempre fatto senza nascondermi dietro una sigla o quant'altro.
Credo nella libera circolazione delle idee, specie di questi tempi da “pensiero unico”non solo mediatico, e visto che nessuno può dire di possedere la Verità, sono comunque sempre pronto a confrontarmi con chiunque.
Germano Bosisio
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