Merate: in una lettera del 1998 ben 45 commercianti firmavano una petizione contro la chiusura del centro storico
Egregio direttore
La viabilità nei centri cittadini è sempre oggetto di posizioni controverse. Nei decenni passati anche i piccoli comuni avevano l’ambizione di imitare le grandi città d’arte procedendo con pedonalizzazioni che non trovavano però una giustificazione nella poca offerta al turista.


Al contrario le chiusure al traffico hanno nel tempo penalizzato i negozi di vicinato. Poi l’apertura di grandi centri commerciali dotati di centinaia di comodissimi posteggi, ha fatto il resto. Il centro di Merate è stato chiuso alla fine degli anni novanta dopo l’imponente ristrutturazione della pavimentazione.
L’opera è costata la perdita di 32 posti macchina dislocati a est della piazza, dove un tempo c’erano i cartelloni dei cinema Odeon e Capitol.


Non ci sono marche (brand come direbbe il nostro sindaco) di particolare attrattività. E nemmeno monumenti da ammirare con il castello chiuso e palazzo Tettamanti semi deserto che in tutto ospita una quarantina di persone. L’edificio ex Briantea ora in fase di recupero è rimasto vuoto per anni a parte il piano terra. Non ci sono locali di particolare pregio in compenso però i prezzi sono da città. Ma allora, e mi associo a quanto hai scritto, perché mantenere una inutile pedonalizzazione?


Ti faccio un regalo, la copia della lettera che il 4 novembre 1998 tutti i commercianti da piazza Italia a piazza Vittoria inviarono al sindaco Dario Perego per scongiurarlo di non chiudere tutto. Ti allego anche le firme affinché chi ancora come la titolare dell’Erboristeria, tra le firmatarie della petizione, pensa che la pedonalizzazione sia positiva e anzi che vada estesa si renda conto della realtà. Guarda quanti operatori c’erano allora e confrontali con quelli sopravvissuti oggi. Andiamo tutti di fretta, anche senza una precisa ragione, ma è così. Se non trovo un posto vado altrove. E non torno più.
Possiamo continuare a sostenere che pedonalizzare è bello?
CLICCA QUI per leggere la lettera con le firme dei commercianti
La viabilità nei centri cittadini è sempre oggetto di posizioni controverse. Nei decenni passati anche i piccoli comuni avevano l’ambizione di imitare le grandi città d’arte procedendo con pedonalizzazioni che non trovavano però una giustificazione nella poca offerta al turista.

Il centro di Merate a inizio anni Novanta

Al contrario le chiusure al traffico hanno nel tempo penalizzato i negozi di vicinato. Poi l’apertura di grandi centri commerciali dotati di centinaia di comodissimi posteggi, ha fatto il resto. Il centro di Merate è stato chiuso alla fine degli anni novanta dopo l’imponente ristrutturazione della pavimentazione.
L’opera è costata la perdita di 32 posti macchina dislocati a est della piazza, dove un tempo c’erano i cartelloni dei cinema Odeon e Capitol.


Non ci sono marche (brand come direbbe il nostro sindaco) di particolare attrattività. E nemmeno monumenti da ammirare con il castello chiuso e palazzo Tettamanti semi deserto che in tutto ospita una quarantina di persone. L’edificio ex Briantea ora in fase di recupero è rimasto vuoto per anni a parte il piano terra. Non ci sono locali di particolare pregio in compenso però i prezzi sono da città. Ma allora, e mi associo a quanto hai scritto, perché mantenere una inutile pedonalizzazione?

Piazza della Vittoria

I commercianti in assemblea
Ti faccio un regalo, la copia della lettera che il 4 novembre 1998 tutti i commercianti da piazza Italia a piazza Vittoria inviarono al sindaco Dario Perego per scongiurarlo di non chiudere tutto. Ti allego anche le firme affinché chi ancora come la titolare dell’Erboristeria, tra le firmatarie della petizione, pensa che la pedonalizzazione sia positiva e anzi che vada estesa si renda conto della realtà. Guarda quanti operatori c’erano allora e confrontali con quelli sopravvissuti oggi. Andiamo tutti di fretta, anche senza una precisa ragione, ma è così. Se non trovo un posto vado altrove. E non torno più.
Possiamo continuare a sostenere che pedonalizzare è bello?
CLICCA QUI per leggere la lettera con le firme dei commercianti
Ernesto