Sicurezza stradale e dissenso
La sicurezza stradale può essere barattata con il dissenso delle persone?
Molti puntano il dito contro i Comuni accusati di fare cassa a discapito dei cittadini tramite Autovelox e T-red. Lo stesso Matteo Salvini recentemente si è così espresso: "Stop alla giungla degli autovelox. Come annunciato, con un nostro decreto ministeriale (atteso da 13 anni) stiamo lavorando per limitarne l’utilizzo ai casi in cui ci siano effettivi problemi di sicurezza, evitando che sia usato per tassare e tartassare i lavoratori". Ma Autovelox e T-red sono nati solo per "tartassare i lavoratori" o piuttosto per cercare di garantire la sicurezza stradale? In Italia dal 1° gennaio 2025, cioè in un mese esatto, 40 pedoni e 9 ciclisti sono stati investiti e uccisi. Rispetto al 2024 c'è stato un aumento del 30%. In tutto il 2024 i pedoni investiti e uccisi sono stati 475, i ciclisti 204, praticamente un morto ogni 18 ore con un incremento del 9% rispetto al 2023. Puntare il dito contro i Comuni accusati di essersi inventati un sistema per fare cassa non risolve il problema ma serve solo ad esacerbare gli animi con il doppio fine di acquisire consensi politici o viceversa screditare una pubblica amministrazione. Purtroppo autovelox e dossi artificiali sono gli unici strumenti previsti nelle norme italiane, per di più mal gestiti. Nel resto d'Europa, in particolare Gran Bretagna, Francia, Olanda e Svizzera esistono alternative del tutto legali, regolamentate a livello nazionale, ma nello stesso tempo aperte a sperimentazioni inedite. Quindi si fa largo uso di semafori dissuasori, anche non in presenza di incroci, perché in grado di riconoscere se un veicolo procede a una velocità troppo elevata. Possono anche essere dotati di apparecchio fotografico per identificare i trasgressori che, nonostante l'invito a fermarsi, passano con il rosso. In Italia esistono (anche nel Meratese) ma sarebbero "illegittimi" perché non regolamentati dalle norme. Altra soluzione sono i cuscini rallentatori, conosciuti come "berlinesi", la cui specifica dimensione serve ad intercettare almeno due ruote delle sole auto, mentre non disturbano ambulanze, autobus, moto e bici. Il paradosso è che i primi prototipi sono stati testati nel 1973 proprio in Italia a Tortona e chiamati "agnolotti tortonesi", ma hanno avuto sviluppo e successo in altri paesi. Anche in questo caso esiste l'autorizzazione del Ministero ma con tante, troppe limitazioni tali da scoraggiarne la diffusione. In conclusione, non sarebbe più semplice fare un copia/incolla delle norme europee?
Molti puntano il dito contro i Comuni accusati di fare cassa a discapito dei cittadini tramite Autovelox e T-red. Lo stesso Matteo Salvini recentemente si è così espresso: "Stop alla giungla degli autovelox. Come annunciato, con un nostro decreto ministeriale (atteso da 13 anni) stiamo lavorando per limitarne l’utilizzo ai casi in cui ci siano effettivi problemi di sicurezza, evitando che sia usato per tassare e tartassare i lavoratori". Ma Autovelox e T-red sono nati solo per "tartassare i lavoratori" o piuttosto per cercare di garantire la sicurezza stradale? In Italia dal 1° gennaio 2025, cioè in un mese esatto, 40 pedoni e 9 ciclisti sono stati investiti e uccisi. Rispetto al 2024 c'è stato un aumento del 30%. In tutto il 2024 i pedoni investiti e uccisi sono stati 475, i ciclisti 204, praticamente un morto ogni 18 ore con un incremento del 9% rispetto al 2023. Puntare il dito contro i Comuni accusati di essersi inventati un sistema per fare cassa non risolve il problema ma serve solo ad esacerbare gli animi con il doppio fine di acquisire consensi politici o viceversa screditare una pubblica amministrazione. Purtroppo autovelox e dossi artificiali sono gli unici strumenti previsti nelle norme italiane, per di più mal gestiti. Nel resto d'Europa, in particolare Gran Bretagna, Francia, Olanda e Svizzera esistono alternative del tutto legali, regolamentate a livello nazionale, ma nello stesso tempo aperte a sperimentazioni inedite. Quindi si fa largo uso di semafori dissuasori, anche non in presenza di incroci, perché in grado di riconoscere se un veicolo procede a una velocità troppo elevata. Possono anche essere dotati di apparecchio fotografico per identificare i trasgressori che, nonostante l'invito a fermarsi, passano con il rosso. In Italia esistono (anche nel Meratese) ma sarebbero "illegittimi" perché non regolamentati dalle norme. Altra soluzione sono i cuscini rallentatori, conosciuti come "berlinesi", la cui specifica dimensione serve ad intercettare almeno due ruote delle sole auto, mentre non disturbano ambulanze, autobus, moto e bici. Il paradosso è che i primi prototipi sono stati testati nel 1973 proprio in Italia a Tortona e chiamati "agnolotti tortonesi", ma hanno avuto sviluppo e successo in altri paesi. Anche in questo caso esiste l'autorizzazione del Ministero ma con tante, troppe limitazioni tali da scoraggiarne la diffusione. In conclusione, non sarebbe più semplice fare un copia/incolla delle norme europee?
P. C.