Solidarietà a Papaleo e una riflessione sulla pista ciclabile

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Preg.mo Direttore
Le chiedo un po’ di spazio per esprimere un sentimento di vicinanza all’amico Giuseppe Papaleo per gli assurdi atti di intimidazione subiti riconducibili, a quanto pare, al suo impegno per la riqualificazione di Viale Verdi.    
                          In questo caso, a mio modo di vedere, condannare ogni forma di violenza non è sufficiente.                                              Anziché ringraziare Papaleo per essere stato il principale promotore del Comitato di Viale Verdi, un esempio di democrazia partecipata, che ha aiutato l’Amministrazione Comunale a realizzare un’opera attesa da quasi mezzo secolo, da più parti lo si è criticato pesantemente e messo in cattiva luce agli occhi dell’opinione pubblica, facendolo sembrare il responsabile di tutte le criticità che via via emergevano nel corso della riqualificazione. Purtroppo una presentazione distorta della realtà può esasperare alcuni soggetti fragili che a volte possono compiere atti deprecabili come quelli subiti da Papaleo.

Oggi la riqualificazione di Viale Verdi è una realtà. Ricordo che quest’opera è stata per più di quaranta’anni nei programmi elettorali delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute e mai realizzata!
Non voglio entrare nel merito della riqualificazione ma per onestà intellettuale ritengo sia mio dovere intervenire sul merito di alcune legittime critiche emerse sugli organi di stampa circa gli obiettivi prefissati dalla  Amministrazione da me presieduta, che ha promosso il Concorso di Idee e quanto realizzato: in particolare la mancata realizzazione della auspicata pista ciclabile che avremmo voluto.                                                                                                                                                               A suo tempo ho condiviso e preso atto di quanto mi è stato riferito dai tecnici incaricati, che dal Concorso di Idee sono passati alla stesura del primo progetto preliminare. La pista ciclabile  non si poteva realizzare  per  la mancanza di spazio, (insufficiente larghezza della carreggiata), per realizzare le due corsie necessarie e i marciapiedi, al fine di salvaguardare l’incolumità dei ciclisti dall’uscita  dei veicoli dai numerosissimi accessi privati e pubblici esistenti sul Viale.                                                                                                                                                                                                    

Sono grato a Papaleo e lo sono certamente anche moltissimi Meratesi, per l’impegno profuso e il senso civico dimostrato e che dimostra tuttora in molti settori del volontariato.  
Andrea Massironi
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